Lectio Divina della 23ª domenica commune Anno C

2013-10-30

Invocare

O Dio, tu sai come a stento ci raffiguriamo le cose terrestri, e con quale maggiore fatica possiamo rintracciare quelle del cielo; donaci la sapienza del tuo Spirito, perché da veri discepoli portiamo la nostra croce ogni giorno dietro il Cristo tuo Figlio. Amen.

 

Leggere

Una folla numerosa andava con lui. Egli si voltò e disse loro: «Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo. Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: «Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro». Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l'altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace. Così chiunque di voi non rinuncia a tutti

i suoi averi, non può essere mio discepolo.             
 

      Un momento di silenzio meditativo perché la Parola possa entrare in noi ed illuminare la nostra vita.

                 

   Passi utili alla meditazione : Mt 10,26.38; 16,24; 1Cor 1,18; Gv 12,25; 15,13;

        Mc 8,34 12,29;   Lc 8,21; 9,23-24; 17,33; 18,22.24-25;   23,20

             
Capire

La Parola di Dio oggi ci offre l'opportunità di riflettere sulla sequela di Cristo. Le caratteristiche del discepolo di Gesù: amare il Maestro con un legame più forte di quello che ha con la famiglia, accettare la croce seguendo chi lo chiama, e valutare bene la propria reale disponibilità. Il Signore propone una scelta radicale, che supera qualsiasi altro legame, fino a metterli in secondo piano(questo il senso dell'«odiare»). Il rischio della delusione per la scelta troppo alla leggera, pensando che si è discepoli di Gesù solo perché si sente entusiasmo di fronte alle sue idee.

       Le due parabole mostrano la necessità di riflettere prima di un'impresa importante. Gesù esorta ad aprire bene gli occhi e a misurare attentamente le proprie forze prima di mettersi con Lui. Con linguaggio tagliente Gesù ci traccia l'identità del cristiano, per il quale il legame con Lui è il valore più grande che ci sia. Un legame di appartenenza totale a Cristo, operata dal battesimo, che a livello esistenziale non può essere vissuta a metà o in parte, ma interamente, con radicalità.

 

M E D I T A R E

Una folla numerosa andava con lui… Perché lo faceva? Che cosa si aspettava? Avevano tutti le idee chiare su Gesù? Anche noi che, in quanto "cristiani", lo stiamo "seguendo". Ma cosa in realtà andiamo cercando? Il Signore che sa leggere nei nostri cuori, non vuole che le persone si leghino a Lui sull'onda di un entusiasmo superficiale, ma facili poi a stancarsi e quindi a defilarsi e a "piantarlo". Per questo, con chiarezza rivela le condizioni per mettersi alla sua sequela.

        L'amore di chi segue il Signore non è un amore di possesso, ma di libertà. Con la propria vita equivale al farsi discepoli, luogo di vita che nasce dalla Sapienza divina.

Non mi ama più di quanto ami… Inteso: "Se uno viene a me, senza preferirmi al padre e alla madre...". Non pensare che questo amore per Cristo entri in concorrenza con i vari amori umani: per i genitori, il coniuge, i figli e i fratelli. Cristo non è un "rivale in amore" di nessuno e non è geloso di nessuno.

Odiare la propria vita non considerare la vita disprezzabile. Alla propria vita bisogna volere bene, ma bisogna essere disposti a perderla perché Gesù la perde.

Portare la propria croce per venire dietro a Cristo come discepolo. disposti a perdere la vita e l'onore, pronti a qualunque sofferenza per amor suo. La croce è un passaggio obbligato per la riuscita e la vita, come per Gesù. Che le croci e le prove esprimano la nostra sequela di Cristo non a parole ma con i fatti. Accettare la sofferenza,la persecuzione,la morte pur di rimanere fedeli al Vangelo.

Costruire una torre, Gesù usa il simbolo della torre come elevazione dell'uomo verso Dio. Il buon desiderio di costruire se stessi non è sufficiente per farlo, è necessario sedersi, calcolare le spese, cercare i mezzi per portare il lavoro a compimento. È discernimento e capacità di vedere con gli occhi della fede in Dio.

Rinuncia a tutti i suoi averi. Gesù domanda la libertà di fronte ai beni, la disponibilità a condividerli con chi soffre, la gioia di servirlo in chiunque è bisognoso e umiliato. La rinuncia, l'ascesi cristiana è la possibilità di scoprire il nostro essere di veri uomini come discepoli di Cristo. Perché scopriamo in Cristo il nostro unico e vero bene. Gli strumenti per realizzare la volontà di Dio: la preghiera, elevazione dell'anima a Dio, nelle nostra vita di amore e di misericordia.              

 * Sappiamo bene cosa vuol dire essere discepolo Cristo Gesù?

 * Abbiamo coscienza di quale rischio e impegno comporti?

 * Abbiamo ben presente dove si arriva se prendo sul serio il venire dietro a Gesù?

 * Siamo convinti che sia necessario arrivare a separarci da tutto ciò che lega il cuore: affetti ricevuti e donati, la vita stessa, per seguire Gesù?

 * Preghiamo perché Dio ci doni la Sapienza, oppure usiamo noi stessi come misura?

 * Io con la mia famiglia con i miei figli con il mio coniuge, come mettere Dio al primo posto?

 * Porto in me la logica della croce, vale a dire la logica dell'amore gratuito?

 * Sono convinto che la chiave della sequela sia la povertà del non possedere, ma la beatitudine dell'appartenenza?


P R E G A R E

 Il salmista mette a confronto l’immutabilità divina e la caducità dela vita umana. Dio diviene il rifugio dell’uomo che si avvicenda sulla faccia della terra di generazione in generazione. La protezione del Signore dona alla mostra fragilità una forza che rende fecondi la nostra fatica e il nostro dolore. Pieni di fiducia, innalziamo a Dio la nostra preghiera.(dal Sal 90 [89]):

    Tu fai ritornare l’uomo in polvere, quando dici: «Ritornate, figli dell’uomo». Mille anni, ai tuoi occhi, sono come il giorno di ieri che è passato, come un turno di veglia nella notte.

    Tu li sommergi: sono come un sogno al mattino, come l’erba che germoglia; al mattino fiorisce e germoglia, alla sera è falciata e secca.

    Insegnaci a contare i nostri giorni e acquisteremo un cuore saggio.

Ritorna, Signore: fino a quando? Abbi pietà dei tuoi servi!

    Saziaci al mattino con il tuo amore: esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni. Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio: rendi salda per noi l’opera delle nostre mani.

 

CONTEMPLARE - A G I R E

Lasciamo che lo Spirito Santo entri nella nostra vita.

Chiediamo allo Spirito Santo la lucidità interiore per cogliere i legacci e gli impedimenti dell'ego.

Chiamiamo per nome le inutilità che mi ingombrano: siano esse cose o desideri o un mio gestire le relazioni e gli affetti in modo possessivo.

 

Mons. Paulo Elias Daher Chedier

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