Lectio Divina della 22ª domenica commune Anno C

2013-10-30

Dal Vangelo secondo Luca (14,1.7-14)

1. Lettura e comprensione della Parola

Un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo. Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: «Cedigli il posto!». Allora dovrai con vergogna occupare l´ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va´ a metterti all´ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: «Amico, vieni più avanti!». Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato». Disse poi a colui che l´aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch´essi e tu abbia il contraccambio.

Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».

 

2. Meditazione

Possiamo immaginare Gesù che, legge e commenta la parola in una sinagoga e, quando finisce, é invitato a mangiare da un fariseo. Ci sono anche altri invitati, che appartengono allo stesso gruppo. Gesù approfitta dell´occasione. Gesù, in realtà, é un uomo di parola e un uomo che, come predicatore e maestro, ha grande influenza sul popolo. Le sue parole sono bene nel contesto. I due esempi che propone si riferiscono al banchetto, e i due toccano direttamente la mentalità e la condotta degli uditori.

 

I primi posti

Dio mette ai primi posti quelli che si ritengono un nulla: i piccoli, gli inutili, quelli che non vedono in sé stessi nessun motivo per occupare dei posti importanti. Gesù manifesta una verità religiosa che il mondo non può comprendere. Il regno di Dio esige che nessuno si creda «giusto» agli occhi di Dio e che ognuno rinunci ad ogni pretesa di autogiustificazione. Quello che mi offrirà un posto nella comunione con Dio non sarà la mia giustizia, ma la sua grazia, che mi dice: «Amico, passa più avanti».

 

Il banchetto degli emarginati

Il fatto di mangiare insieme facilita le relazioni sociali. E l´invito a un banchetto é già un segno di amicizia. Gesù si rivolge al fariseo che lo aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici, né i tuoi fratelli, né i tuoi parenti, né i ricchi vicini». A queste quattro categorie di amicizia contrapporrà di seguito altre quattro categorie di emarginazione: «Quando dai un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi». I quattro membri del primo gruppo sono uniti tra di loro con legami di amicizia, parentela, affinità, ricchezza: sono i legami di una società classista a danno degli altri: circolo del benessere. Hanno bruciato tutte le loro speranze nel circolo della ricompensa presente. I membri del secondo gruppo non hanno altro legame che li unisca, se non quello della stessa esclusione: sono il rifiuto di ogni società, ma possono rendere felici e beati coloro che rinunciano a quei valori, che risultano utili per puntellare la società classista, in vista di una realtà più alta.

 

Alcune domande

* Che cosa mi ha richiamato di più l´attenzione in questo testo? Che idee

nascono in me?

* Che senso ha la raccomandazione che Gesù fa di occupare gli ultimi posti?

* Che cosa ci vuole far capire Gesù quando dice: «... chi si esalta sarà umiliato, e

chi si umilia sarà esaltato...»?

* Qual è il motivo per cui uno deve invitare la gente semplice, umile,

abbandonata e non quelli che ci possono ripagare l´invito?

 

3. Preghiera: chiediamo perdono, ringraziamo e chiediamo l´aiuto del Signore

Gustate e vedete come è buono il Signore.

1. Temete il Signore, voi santi. Chi lo teme non manca di nulla.

Il ricco e indigente, affamato: non manca nulla a chi cerca il Signore.

2. Venite, figli, ascoltatemi: vi insegnerò il timore del Signore.

Chi è l´uomo che vuole la vita, che vuole giorni per vedere il bene?

(dal Cantico di 1 Samuele 2)

Il mio cuore esulta nel Signore, la mia forza s´innalza, grazie al mio Dio.

Si apre la mia bocca contro i miei nemici, perché io gioisco per la tua salvezza. Non c´è santo come il Signore, perché non c´è altri all´infuori di te e non c´è roccia come il nostro Dio.

Il Signore è un Dio che sa tutto e da lui sono ponderate le azioni.

L´arco dei forti s´è spezzato, ma i deboli sono rivestiti di vigore.

I sazi si sono venduti per un pane, hanno smesso di farlo gli affamati.

La sterile ha partorito sette volte e la ricca di figli e sfiorita.

Il Signore fa morire e fa vivere, scendere agli inferi e risalire.

Il Signore rende povero e arricchisce, abbassa ed esalta.

Solleva dalla polvere il debole, dall´immondizia rialza il povero,
per farli sedere con i nobili e assegnare loro un trono di gloria.

Perché al Signore appartengono i cardini della terra

e su di essi egli poggia il mondo. Sui passi dei suoi fedeli egli veglia, ma i malvagi tacciono nelle tenebre.Poiché con la sua forza l´uomo non prevale

 

4. Contemplazione

Dobbiamo essere vera comunità cristiana. Per questo invita tutti, in modo speciale quelli che non hanno niente da offrirle, perché prendano parte nella comunicazione di vita. La comunità cristiana deve assistere il povero, l´indigente com strumento di assistenza amichevole, fraterna. Non si esige l´uguaglianza materiale dei membri, però sì, la relazione fraterna. Il tema del banchetto suggerisce Eucaristia. Chi presiede l´Eucaristia si deve preoccupare dei poveri, gli umili ed emarginati, per tendere e stringere loro la mano piena, amichevole e fraterna.

Ma non basta soccorrere il povero, bisogna invitarlo. La carità disinteressata offre una paga trascendente: la «risurrezione dei giusti» é la glorificazione a esempio e per mezzo di Gesù. È già un sentimento da vivere ancora in questa terra.

 

5. Comunicazione e risposta

- Nella situazione in cui viviamo, che cosa significa occupare gli ultimi posti? Qual è l´atteggiamento che chiede Gesù? Che cosa vuole Gesù con questo?

- Al giorno d´oggi, come possiamo applicare l´insegnamento degli invitati al pranzo? Quale deve essere oggi il nostro atteggiamento?

- Oggi: chi invitare, perché, cercando che cosa, in vista di che cosa?

- Ci possiamo accontentare solo del senso spirituale dell´insegnamento di Gesù? Se passiamo alla realtà e concretezza, come realizzarlo al livello della vita familiare, parrocchiale, comunitaria?

 

Preghiera finale

Intenzioni spontanee,

Padre nostro(benedizione finale).

Canto

Un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo, un solo Dio e Padre!

1. Chiamati a conservare l´unità dello Spirito con il vincolo della pace,

cantiamo e proclamiamo:

2. Chiamati a formare un solo corpo in un solo Spirito,

cantiamo e proclamiamo:

3. Chiamati alla stessa speranza nel Signore Gesù,

cantiamo e proclamiamo:

 

Mons. Paulo Elias Daher Chedier

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